Le riedizioni 2021 dell'arredamento | Elle Decor

2023-02-05 17:19:30 By : Mr. harry Li

Sfidano il trascorrere degli anni, sbaragliano le mode: i simboli di stile nati dai grandi maestri del design vengono ora rieditati in chiave contemporanea

Sono quei progetti nati principalmente tra gli anni Sessanta e Settanta impressi nella mente degli appassionati di design e nella memoria collettiva. Pezzi d’autore usciti dalla matita di creativi per i quali pensare ad una forma ha significato prima di tutto sviluppare soluzioni a problematiche di funzionalità, ergonomia, produzione e commerciabilità, migliorandone l’estetica. Le collezioni 2021 li rieditano secondo una nuova ottica e logiche produttive contemporanee che contemplano impatto ambientale, sostenibilità, materiali più evoluti. Molte aziende sono spinte dalla volontà di omaggiare e salvaguardare le opere dei Maestri che hanno fatto la storia del progetto alimentandone il valore culturale, senza dimenticare quella visione d’impresa capace di investire importanti risorse intellettuali ed economiche. Eccoli quegli evergreen rivoluzionari, rieditati o rivisitati, ancora capaci di emozionare, manifesto di libertà, espressione di forme nuove e soluzioni avanzate che oggi mettono in dialogo passato e presente.

Quale momento migliore, se non il suo cinquantesimo compleanno per rieditare la lampada Parentesi di Achille Castiglioni e Pio Manzù? Flos celebra questo best seller, vincitore di un Compasso d’Oro nel 1979, con l’aiuto dei design curator Calvi Brambilla, realizzandola tanto per cominciare nei colori Turchese e Signal Orange, omaggio a ciascuno dei creatori per affezione personale. Colori applicati a tutti gli elementi costruttivi, dal tubolare che permette alla lampada di bloccarsi lungo l'asta metallica al rosone, alla base realizzata in silicone anziché in gomma proprio per fissare la colorazione. La special edition coinvolge poi anche il packaging, realizzato in versione trasparente per dare la giusta importanza ai singoli elementi, proprio come prevedeva l’idea originale, abbandonata dopo poco probabilmente per motivi legati ai costi e ad alcuni problemi di stabilità. Mentre ora, le nuove capacità produttive e la digitalizzazione hanno reso il packaging pensato da Castiglioni una soluzione semplice ed economica. Un’operazione filologica di cultura del progetto, quella fatta da Calvi Brambilla, che fa leva su una profonda conoscenza della storia di questo classico del design italiano e che non tralascia alcun dettaglio.

Tacchini ripropone Orsola, il progetto di Gastone Rinaldi del 1970 caratterizzato da volumi primitivi, forme sinuose e da un comfort estremo. Lo fa nel pieno rispetto dello spirito originario ma con un’imbottitura di ultima generazione che, sostenuta dalla struttura arrotondata in metallo cromato, dona un aspetto ancora più soffice e rilassante. Divano e poltrone sono realizzati artigianalmente da maestri tappezzieri, proprio come cinquant’anni fa, con materiali ricercati e uno stile contemporaneo.

“Un oggetto polifunzionale non è mai perfetto. Meglio progettare per una funzione che per due. Se la prima va bene, la seconda va male. È più facile che vada bene la seconda che la prima. Qual è la prima e qual è la seconda? Non lo so. La prendi per una e funziona per due. Se hai degli amici, ne prendi due e le funzioni diventano quattro. Funzionerà per tutti? Non lo so”. Giocava Achille Castiglioni nel 1992 con il suo sorprendente progetto Polet, rieditato ora da Twils dopo un accurato dialogo tra Giovanna Castiglioni, fondatrice col fratello Carlo della Fondazione Achille Castiglioni dedicata a suo padre, e Matteo Ragni, art director dell’azienda. Funzionale e ironica, Polet è una poltrona che diventa anche letto grazie ad una struttura in faggio massello laccato nero con un giunto in ottone che ne permette la reclinabilità in quattro diverse posizioni. Disegnata con tratti puri e decisi, ha una componente tessile che si presta ad essere interpretata con eleganza e creatività, come nella tradizione Twils.

Pensata fra ‘68 e il ‘71 appositamente per il Centro Residenziale Olivetti di Ivrea (l’edificio ad uso abitativo per i dipendenti della Olivetti), la lampada da terra Bul-Bo soverchia la tradizione. Roberto Gabetti, Aimaro Isola, Guido Drocco e Luciano Re, infatti, la concepiscono libera nello spazio andando verso un concetto di casa ludico totalmente innovativo e orientato verso il benessere psicofisico degli abitanti. La sua base in finta pelle, un bulbo appunto, è imbottita di granuli di marmo e funge al contempo da contrappeso e da supporto a uno stelo in alluminio che termina con la sagoma in metallo di una lampadina. Rieditata da Axolight, la ‘seconda vita’ di Bul-Bo nasce solo dopo sessioni di approfondimento fra il team aziendale e Aimaro Isola, Guido Drocco, Lodovico Gabetti e Fabrizio Pellegrino, per un’importante ricostruzione del pensiero progettuale degli autori e per riuscire ad applicare ad una lampada già oggetto di brevetto materiali e processi produttivi contemporanei. “Ci siamo posti l’obiettivo di ricreare un’oggetto esteriormente fedele alla sua forma originale, ma in grado di assolvere la sua funzione illuminate alla maniera dei nostri giorni” – spiega Giuseppe Scaturro, CEO di Axolight -. Bul-Bo può sempre modificare la sua posizione con inclinazioni variabili, assumendo nuove identità, mantenendo intatto il suo aspetto ironico ed empatico.

Continua il lavoro di ricerca di TATO negli archivi dei più grandi progettisti italiani del ‘900. Inizialmente ideata per la sala da pranzo dell’hotel Cavalieri-Hilton di Roma, la poltrona R63 dell’architetto milanese Ignazio Gardella deve la sua forte personalità al segno deciso del profilo dello schienale – con le ali poggiatesta che richiamano una bergère -, e al taglio sartoriale dato dal rivestimento che copre completamente le gambe, uniformando i sottili sostegni alla seduta e allo schienale, per un effetto continuo elegante e raffinato. È pregiata anche la struttura in massello di legno, materiale di altissima qualità e durata, con piedini in ottone e un’imbottitura in poliuretano rifinita, a richiesta, in panno velluto o altri tessuti.

Compasso d’Oro nel 1970, solo un anno dopo essere stato progettato da Afra e Tobia Scarpa, Soriana è un imbottito dalle curve abbondanti, avvolto da un generoso rivestimento fissato da una grande morsa metallica. L’effetto è quello di morbide pieghe intorno a tutto il corpo, arricchito ulteriormente da impunture realizzate con bottoni rivestiti, sia sui cuscini di seduta che di schienale. Cassina la ripropone in versione ecosostenibile con l'obiettivo di ottenere minor impatto ambientale e maggior livello di comfort, grazie al lavoro svolto da Cassina LAB e alla collaborazione tra il Centro Ricerche e Sviluppo di Cassina e Poli.design del Politecnico di Milano. In questa versione, la struttura originale in poliuretano è stata sostituita da una serie di sacche riempite da microsfere di BioFoam®, prima schiuma brevettata a base biologica composta da biopolimeri ricavati da risorse naturali. Un materiale resistente, duraturo, biodegradabile e compostabile alla fine del suo ciclo di vita. Il comfort è migliorato da un’imbottitura in fibra soffiata realizzata da PET riciclato al 100% proveniente da Plastic Bank®: le bottiglie in PET vengono raccolte prima che arrivino in mare favorendo un’economia consapevole e circolare. Lo stesso materiale è utilizzato anche per l’imbottitura della fodera che avvolge la struttura come un morbido trapuntino.